Engim Piemonte
31Mag/17Off

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ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

30Mag/17Off

Annuncio di lavoro 07/17: Commessa

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

annunci-lavoro-metauro1Figura professionale ricercata: Commessa in età di apprendistato
Sede di lavoro: Panetteria – Torino
Orario di lavoro: diurno
Tipo di contratto o stage:
Titolo di studi richiesto: Nessuno in particolare
Altre specifiche: Richiesta anche collaborazione nella preparazione di pizze e focacce
Per candidarsi :
Rif. MORICI Mariella
S.A.L ENGIM TORINO
Corso Palestro 14/g
Tel. 011 2304314 oppure 011 5622188
Data di pubblicazione: 30/05/2017

30Mag/17Off

Annuncio di lavoro 06/17: Cuoco

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

annunci-lavoro-metauro1Figura professionale ricercata: Cuoco
Sede di lavoro: Torino
Orario di lavoro: 30 ore settimanali circa – no sabato e festivi
Tipo di contratto o stage:
Titolo di studi richiesto: Nessuno in particolare
Altre specifiche: Inizialmente affiancato da una persona esperta di cucina
Per candidarsi :
Rif. CARENA Silvia
S.A.L ENGIM TORINO
Corso Palestro 14/g
Tel. 011 2304314 oppure 011 5622188
Data di pubblicazione: 30/05/2017

30Mag/17Off

Annuncio di lavoro 05/17: Aiuto Barista

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

annunci-lavoro-metauro1Figura professionale ricercata: Aiuto barista in età di apprendistato
Sede di lavoro: Rivoli (TO)
Orario di lavoro: Part time 24 ore
Tipo di contratto o stage: Tempo determinato 3 mesi (stagione estiva)
Titolo di studi richiesto: Nessuno in particolare
Altre specifiche:
Rif. LAVA Lorena
Per candidarsi :
S.A.L ENGIM TORINO
Corso Palestro 14/g
Tel. 011 2304314 oppure 011 5622188
Data di pubblicazione: 30/05/2017

30Mag/17Off

Annuncio di lavoro 04/17: Pizzaiolo

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

annunci-lavoro-metauro1Figura professionale ricercata: Pizzaiolo in età di apprendistato
Sede di lavoro: Rivoli (TO)
Orario di lavoro: Full time
Tipo di contratto o stage: Tirocinio Garanzia Giovani 6 mesi
Titolo di studi richiesto: Nessuno in particolare
Altre specifiche: Inizialmente affiancato da una persona esperta
Rif. LAVA Lorena
Per candidarsi :
S.A.L ENGIM TORINO
Corso Palestro 14/g
Tel. 011 2304314 oppure 011 5622188
Data di pubblicazione: 30/05/2017

30Mag/17Off

La formazione professionale in Finlandia

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

La formazione professionale finlandese è stata pensata come da noi in Italia, per i giovani che non hanno una qualifica secondaria superiore, ma anche per gli adulti che possono qualificarsi durante il loro percorso lavorativo.
La formazione può essere effettuata in centri di formazione professionale come quelli che abbiamo visitato che fanno riferimento all’organizzazione Winnova. Anche in Finlandia la formazione professionale è una opportunità per formarsi non solo da un punto di vista tecnico, ma anche per la vita. Il 40% dei giovani segue dei percorsi di formazione professionale che danno in ogni caso la possibilità di accedere ad università o politecnici.

La formazione professionale dipende completamente dal ministero dell’educazione e della cultura (un equivalente del nostro ministero dell’istruzione) ed è lo stesso ministero a gestire le risorse economiche per la realizzazione dei centri di formazione.

Alcune caratteristiche dei centri visitati nell’area di Pori (nella zona a nord ovest di Helsinky sul mar baltico).
Proverò a delineare alcuni elementi che ritengo interessanti delle esperienze visitate:

  • I centri di formazione professionale hanno ampi spazi (anche da un punto di vista fisico) per svolgere le attività di formazione ed i laboratori sono all’avanguardia e con numerose attrezzature. Questo fa sì che i centri siano come dei veri e propri distretti industriali dove trovare attrezzature e forza lavoro per molti ambiti ( cucina, meccanica, elettronica, grafica, industria marittima, falegnameria…). I centri di formazione si estendono su aree vaste.
  • La presenza di attrezzatura all’avanguardia permette ai centri di formazione di lavorare anche su richieste e commesse delle imprese per cui è normale che nei centri dove ci si pccupa di fprmazione sia presente un ristorante aperto al pubblico, è normale che le officine siano aperte al pubblico per la rarazione di auto, è normale che le macchine a controllo numerico producano ad esempio barre filettate per impieghi industriali, è normale che il laboratorio di falegnameria produca parti in legno per la costruzione di casette prefabbricate in vendita al pubblico. In questo contesto gli studenti lavorano a contatto con le imprese non solo nel periodo del tirocinio, ,a anche durante le attività scolastiche a causa delle commesse.
  • Il mercato del lavoro è attivo. In Finlandia il mercato del lavoro è molto attivo e se viene associato ad una popolazione molto bassa (tutta la Finlandia conta 5mil di abitanti) si hanno valori di disoccupazione inferiori al 10% che permettono ai giovani possibilità di inserimento lavorativo molto elevate.
  • Le opportunità di supporto economico da parte del ministero nei confronti della FP sono elevate ed in questo modo le viene effettivamente data la stessa dignità della scuola secondaria superiore, facendola diventare a tutti gli effetti una scelta di modalità formativa per i giovani che frequentando la FP non vedono precluse le opportunità di accesso alla formazione universitaria. Le risorse economiche permettono anche una forma di accompagnamento per i singoli allievi che possono essere supportati in piccoli gruppi per il rafforzamento delle competenze ma anche per un supporto psicologico
  • L’organizzazione che abbiamo incontrato (winnova) è una delle tre maggiori organizzazione di formazione professionale della finlandia ed una caratteristica importante è che, Winnova non offre solo corsi di formazione ma relazioni per progettazione Europea e per lo scambio di studenti e staff; servizi per l’inserimento lavorativo; servizi di produzione per le imprese; accompagnamento alla creazione di impresa.
  • Tutti possono essere imprenditori. Uno dei progetti che abbiakp approfondito prevedeva la formazione all’autoimprenditorialità anche per i giovani della formazione professionale che devono misurarsi in un contesto tipico delle piccole startup. Questo progetto, attivo nonostante le esifenze del mercato del lavoro citate sopra, permette ai giovani di sviluppare innovazione e creatività da esterni, ma operando all’interno delle imprese. Questo elemento dà l’idea di quanto anche in Finlandia si stia lavorando sull’utilizzo delle capacità creative dei giovani al servizio delle imprese.

Nei prossimi mesi la Finlandia vivrà una riforma della formazione professionale. Questa riforma vedrà la convergenza del sistema di formazione per gli adulti e per i giovani nello stesso percorso formativo. Il ministero ha intravvisto un futuro nel quale la vita lavorativa richiederà muove e differenti competenze nonostante nel frattempo si vedranno ridotte le risorse economiche disponibili per la formazione.

La formazione professionale per giovani e per adulti verranno consolidate e formeranno una singola entità con un suo proprio sistema finanziario. L’attuale sistema orientato al supporto alle imprese sarà focalizzato verso un approccio orientato alla domanda di competenze. La formazione porterà ogni studente ad avere la possibilità di costruire su misura percorsi formativi individualizzati. L’apprendimento attraverso gli strumenti digitali e nuovi approcci pedagogici avranno un ruolo sempre più ampio nel futuro dell’apprendimento e verrà incrementato l’apprendimento all’interno del posto di lavoro.

Al termine di questa visita ritengo che come spesso accade, nulla di quanto visto possa essere portato in Italia ed in Piemonte nello stesso modo, ma ritengo che il ripensamento della formazione professionale in modo fortemente connesso alle richieste delle imprese, sia da un punto di vista di competenze che da un punto di vista della risposta alle “commesse” sia la strada da intraprendere anche per il nostro modello.

Marco Muzzarelli

30Mag/17Off

Il sistema duale tedesco

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

Il sistema formativo tedesco parte da un modello in cui vengono coinvolte in modo molto forte le imprese che ospitano giovani sedicenni in uscita dalla scuola dell’obbligo (equivalente alla nostra terza media). I giovani hanno due possibilità: inserirsi in un percorso di formazione molto simile a quello dei nostri licei, in prospettiva di percorsi di inserimento nel mondo universitario, oppure possono inserirsi in un percorso definito di “sistema duale” che in pratica costituisce una forma di apprendistato.
Le imprese che vogliono inserire dei giovani all’interno del proprio organico non possono che farlo dai 18 anni in avanti, oppure possono utilizzare l’apprendistato. Quest’ultima strada comporta che dai 16 anni i giovani interessati ad un inserimento lavorativo (e a seguire il proprio percorso di studi in modo diverso dal liceo) non possono far altro che rivolgersi alle imprese e verificare la loro disponibilità. Se l’impresa dopo colloqui e verifiche, è interessata ad inserire il giovane all’interno del proprio organico in apprendistato, per il giovane si apre la possibilità di proseguire il proprio percorso formativo, facendo coincidere la partenza delle attività formative con la partenza delle attività di lavoro.
Nel momento in cui un giovane è inserito in questo tipo di percorso di formazione, normalmente, frequenta due giorni alla settimana presso l’istituto scolastico e tre giorni alla settimana presso l’impresa, o viceversa. Ci sono anche altri modelli nei quali si alternano un mese in impresa e un mese all’interno della formazione. Dalle statistiche risulta che l’80% dei giovani, anche quelli che vorrebbero fare l’università, utilizza il percorso del sistema duale con la formazione in impresa.

Questo modello si basa sul fatto che la formazione dei giovani è fortemente orientata all’inserimento lavorativo e quindi nasce da esigenze specifiche da parte delle imprese. Quest’ultimo elemento risulta evidente anche dal fatto che l’esame finale del percorso formativo viene sostenuto e preparato presso la Camera di Commercio. Ulteriore elemento interessante è il fatto che è prevista, presso le imprese, la figura di un tutor aziendale che viene opportunamente formato e certificato proprio dalla Camera di Commercio, affinché il giovane possa essere seguito da un punto di vista formativo in modo opportuno. Ogni impresa ha la possibilità di inserire nel proprio organico numerosi apprendisti, ed ogni anno le istituzioni fanno appello alle imprese affinché inseriscano apprendisti. La richiesta di apprendisti che viene fatta alle imprese è molto ampia per cui è possibile ad esempio inserire apprendisti sia per il macellaio che per la ditta di logistica avanzata.

Da questa descrizione emergono a mio parere alcuni elementi culturali ed alcuni elementi tecnici sui quali vale la pena soffermarsi.

Elementi tecnici. E’ necessario costruire contratti ad hoc espliciti per l’inserimento in apprendistato e occorre costruire percorsi formativi opportuni affinché sia possibile, per gli apprendisti, fare delle attività formative presso la scuola ed in contemporanea fare delle attività formative presso le imprese. Questo comporta che le scuole si debbano adattare in modo molto specifico sulle esigenze ed i tempi delle imprese e non viceversa.
Ulteriore aspetto tecnico è che all’interno del percorso scolastico di formazione professionale è necessario prevedere la presenza di apprendisti di età differenti, i quali devono essere formati tenendo presenti richieste di competenze anche molto diverse. In questo contesto, il docente, non è un semplice docente che organizza una lezione, ma deve preoccuparsi di organizzare gruppi di lavoro con richieste (o commesse) differenti, per gruppi di lavoro differenti (in una stessa classe potrebbero convivere giovani 16enni in formazione per la loro futura professione, e adulti 40enni che stanno cercando nuove professionalità dopo percorsi lavorativi differenti)

Aspetti culturali. Risulta evidente il fatto che questo tipo di formazione, fortemente orientata ai temi delle imprese rischia di far venir meno competenze culturali, storiche e di cittadinanza. Tutto è orientato alle esigenze della professione, ma si rischia di non avere competenze sulla propria cultura.
Altro elemento culturale è il fatto che tutto questo meccanismo si basa, a mio parere, su due caratteristiche fondamentali tipiche del sistema del lavoro tedesco. Da un lato la responsabilità sociale delle imprese: le imprese vedono nei giovani una importante risorsa del territorio,educare e formare dei giovani nelle proprie imprese non significa solo avere dei lavoratori in futuro, ma significa anche far fiorire il proprio territorio. Dall’altro lato, è necessario tenere conto che questo sistema si basa fortemente sul fatto che ci sia una elevata richiesta di lavoro, per cui ad esempio, a fronte di 100 giovani che cercano di proseguire il percorso formativo, e quindi cercano un inserimento in apprendistato, sono necessari almeno 100 posti di lavoro. Questo in Germania avviene e tipicamente, i posti di lavoro disponibili, sono superiori alle richieste: in questo momento la disoccupazione giovanile in Germania nella zona di Amburgo è al 4%.

Non credo che in Italia oggi questo modello possa essere applicato in modo  identico, anche solo per il fatto che non è così sentita la responsabilità sociale di impresa, ma partendo dal presupposto che la responsabilità sociale sia sentita dalle imprese, mancherebbe comunque un presupposto fondamentale legato alla richiesta di lavoro: in questo momento, nel nostro territorio, su 100 giovani che cercano una opportunità formativa attraverso il lavoro, solo il 50% di questi giovani può trovare un inserimento, mentre per l’altro 50% spesso si hanno di fronte solo percorsi fallimentari (si vedano le percentuali dei NEET).

Al di là di questa ultima considerazione, a mio parere, occorre tener presente che è molto interessante un modello nel quale le imprese si sentono parte integrante del sistema formativo ed educativo. Questo è a mio parere il lavoro di crescita culturale che sarebbe necessario fare in Italia ed in particolare nel nostro territorio.
E’ proprio su questo tema che ritengo ci siano gli spazi più interessanti da esplorare per i nostri centri di formazione: un nuovo modello di relazione tra le imprese e chi cerca lavoro (tra i quali i giovani) attraverso il canale della formazione professionale.
La formazione professionale potrebbe assumere un nuovo ruolo cardine e di collegamento tra le imprese e i giovani, non più nella sola ottica di combattere l’abbandono scolastico, che rischia di far interpretare la formazione professionale nel ruolo di “stampella” della scuola tradizionale, ma nell’ottica di favorire l’inserimento lavorativo.

Oggi per la formazione professionale forse non è più pensabile parlare in modo separato di formazione da un lato e di servizi di accompagnamento al lavoro dall’altro: la formazione professionale può assumere il ruolo di soggetto attivo delle politiche attive del lavoro.

Marco Muzzarelli

17Mag/17Off

Il progetto Artigiani digitali

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

Una vera è propria simulazione d’impresa rafforzata da uno stage estivo presso aziende che si occupano di riparazione di tecnologia fa si che i ragazzi “meritevoli” possano in tutto e per tutto gestire dei clienti in un ambiente protetto, mettere le mani nell’hardware, migliorare le loro competenze e risolvere le problematiche dei clienti che vanno dalla sostituzione del display del cellulare alla reinstallazione dei sistemi operativi dei computer. Sono i ragazzi del corso di Operatore Elettronico dell’ENGIM Artigianelli, con la supervisione di Di Pinto, uno dei fondatori dei “Restarters Torino” un insieme di realtà differenti con un obiettivo comune.

“Artigiani Digitali” è gestito quasi in autonomia da questi studenti che, un pomeriggio alla settimana, dedicano volontariamente il loro tempo per riparare oggetti elettronici, animati dal desiderio di avere più tempo per far pratica e imparare un lavoro che altrimenti rimarrebbe solo teoria.
Un’occasione per imparare un lavoro sul campo per crearsi un’esperienza consolidata nel settore.
“Una specie di negozietto”, così vedono il laboratorio questi giovani volenterosi: “Prima analizzo il componente da riparare, per capire cosa ha di rotto, le sue caratteristiche e infine studio come ripararlo, elaboro un preventivo e chiedo al cliente se vuole che proceda con la riparazione.”
C’è chi arriva da altre scuole in cui ha avuto delle difficoltà, semplicemente perché inadatte a loro e alle loro potenzialità. Qui trovano un ambiente in cui si sentono a loro agio sia con i compagni che con gli insegnanti, accomunati dalla passione per l’elettronica e del saper fare, con l’obiettivo comune di far crescere questo progetto.

“Sono felice perché se un domani succedesse a me o a qualche amico potrei riparare l’oggetto da solo, acquistando solo i componenti. Sono cose che servono, le faccio anche a casa mia e su certe cose sono anche autodidatta. L’ho scelto perché è una mia passione.”
Parlando con questi ragazzi si percepisce subito il loro entusiasmo, certo non tutti i partecipanti sono così motivati, c’è chi spesso non partecipa alle lezioni e c’è chi vorrebbe frequentare anche più giorni la settimana: “Chi vuole partecipare può partecipare anche adesso, anche i ragazzi del primo anno del corso di operatore elettrico possono venire ad osservare e, se lo riteniamo opportuno, a provare. Qui ci si aiuta a vicenda.”
Alcuni di loro quest’anno, alla fine del corso, parteciperanno ad uno stage, scelto in base alle proprie caratter stiche personali e aspirazioni professionali in modo da avere un’ulteriore occasione per imparare e migliorarsi.
I ragazzi ovviamente non ricevono stipendio, in quanto volontari, ma il loro insegnante chiede un’offerta, per ogni riparazione eseguita, che servirà per comprare altro materiale e far avanzare il corso.

Il docente è Di Pinto, ex imprenditore di un’azienda informatica che ha deciso di cambiar vita, dedicandosi all’insegnamento e dando vita ad un’associazione che si occupa di “Informatica Etica”, o come preferisce chiamarla “Informetica” (Soluzioni InfomEtiche è il nome dell’ Associazione). Ed è proprio il docente Di Pinto a svelarci altri obiettivi del corso che spesso sono meno evidenti ma comunque importantissimi.
“Ho ereditato “Artigiani Digitali” e ho aggiunto un po’ la parte sociale per cui i ragazzi trasversalmente acquisiscono competenze imparando sul campo anche in eventi realizzati al di fuori di Engim, imparando così a gestire vari tipi di problemi sia legati alle persone che tecnici.”
Riguardo poi al concetto di “Informatica Etica”, ci spiega come questo sia un concetto molto ampio, legato ai temi del “Digital Divide” e dell’obsolescenza programmata, entrambi legati al tema della sensibilizzazione della sostenibilità ambientale: “Lo smaltimento è il recupero sono difficili e costosi, bisogna esigere dai produttori una serie di caratteristiche che portano i prodotti ad essere più duraturi e più facilmente riparabili”. Chiunque condivida questa idea, può scegliere di far riparare il suo prodotto, la media di riuscita delle riparazioni è del 60%, un gran bel risultato per un corso che ha appreso il via da poco e che sta pian piano ottimizzando la propria gestione.
Il mese di maggio inoltre vedrà una sinergia tra “Restarters Torino” e “Artigiani Digitali” attraverso l’evento “Restart Party” in cui sarà possibile portare i propri elettrodomestici che si desidera far riparare.
La richiesta verrà gestita direttamente dai ragazzi e non possiamo far altro che augurare a tutti loro un buon lavoro!

art2

17Mag/17Off

Dalle scommesse si può imparare

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

Legato al tema delle scommesse sul mondo del calcio si è svolto un interessante esperimento sociale presso il centro di formazione professionale “Engim Piemonte Artigianelli”, dei Giuseppini del Murialdo.

In una scuola come questa, aperta per carisma nei confronti delle fasce più povere e prive di strumenti della società,  spesso si sentono ragazzi minorenni che già sono pratici del mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo, in particolar modo di tutto ciò che riguarda le scommesse legate alle partite di calcio. Non è infatti raro sentire i ragazzi in corridoio durante gli intervalli che parlano tra loro di giocate perse per una squadra o di amici loro che con una puntata sono riusciti a vincere una discreta somma di denaro. Ovviamente non tutti gli allievi sono soliti giocare, ma il fenomeno ha preoccupato ugualmente gli insegnanti perché si tratta di un’abitudine in crescita tra i ragazzi, i quali sono spesso in compagnia di amici maggiorenni o giocano con account a nome non loro nei più famosi siti di scommesse online.

Il prof. di matematica di questa scuola, Alessandro Diliberto, ha voluto proporre ai ragazzi di scommettere sulle partite di calcio all’interno dell’istituto, creando un logo, delle schedine e facendo pubblicità esattamente come le più famose società di gioco d’azzardo. Senza mettere in palio nessun soldo, sono infatti stati dati a tutti i ragazzi ogni settimana 10 crediti con i quali scommettere utilizzando le quote presenti sul sito della Sisal, esattamente come se si trovassero in ricevitoria. Alla fine del mese è stato fatto un intervento in ogni classe in cui, oltre a riportare ai ragazzi l’esito complessivo delle scommesse, si è discusso con loro della loro percezione di vincite e perdite e delle loro impressioni durante questo esperimento che li ha resi protagonisti inconsapevoli.

Il risultato di queste quattro settimane di scommesse è stato il coinvolgimento di 32 ragazzi, dai 14 ai 18 anni, che in totale hanno giocato quasi 500 crediti e ne hanno vinti pochi più di 130. Di questi 32 ragazzi solo in 3 alla fine del mese avevano un saldo di crediti positivo, gli altri in media hanno perso più di 11 crediti a testa senza rendersene conto. Spesso infatti succedeva che chi ha vinto una delle schedine che giocava (e questo è successo solo ad 8 di loro), non si rendeva conto dei crediti che aveva perso perché era concentrato solo ed esclusivamente sulla vincita, pertanto più di uno di loro era in realtà convinto di avere un saldo positivo. Per avere idea sulla quantità di soldi legati al mondo delle scommesse sportive basti pensare che con le giocate di questi 32 ragazzi il banco ha vinto in media più di 80 crediti a settimana, 336 crediti in un mese. Cosa sarebbe successo se i crediti fossero stati euro? E se i ragazzi che scommettono non fossero solo 32 ma fossero (in una città come Torino) 32.000?

Queste riflessioni sono state fatte all’interno della classe con i ragazzi stessi con l’obiettivo di limitare drasticamente, se non di cercare di eliminare, le loro giocate nella realtà, di dare loro degli strumenti per capire, alla luce di un gioco, che scommettere vuol dire, alla lunga, perdere.

Alessandro Diliberto
16Mag/17Off

Annuncio di lavoro: Svilppatore .Net

ENGIM Piemonte-Artigianelli Torino:

Conoscenza del framework .Net
Conoscenza di C#
Conoscenza di Asp.Net MVC, Asp.Net WebForms
Conoscenza di Sql e Sql Server, Entity Framework
Conoscenza base di HTML5/CSS3, Bootstrap, Javascript, JQuery
Conoscenza base di WCF
Buona conoscenza della lingua inglese
Esperienza con repository Git

La società offre indicativamente i seguenti tipi di contratto:
– contratto a tempo determinato rinnovabile;
– collaborazione autonoma con partita IVA;
– contratto in alto apprendistato con master “ICT e progettazione avanzata” (per laureati).

Le persone interessate possono inviare un CV a info@sinbit.it, indicando la posizione per la quale si candidano.
Data di pubblicazione: 14/03/2017